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“Così ogni cosa ha la sua parte e di respiro e di odore”.     (Empedocle)

 

Gli oli essenziali sono secrezioni odorose prodotte all’interno di cellule vegetali specializzate: unità biologiche secretorie localizzate a livello dell’epidermide, all’estremità di peli ghiandolari, all’interno di tasche secretorie; e poiché queste particolari cellule possono trovarsi in parti diverse della stessa pianta, anche le strutture in cui le essenze vengono “immagazzinate” possono essere molteplici (radici, rami, foglie, corteccia, resine, semi, fiori, frutti); tutte le piante in Natura contengono oli essenziali, ma la loro estrazione è possibile solo da un numero ristretto di specie vegetali dette appunto ”aromatiche”. Questa loro emanazione profumata, spesso percepibile olfattivamente in modo chiaro e forte (pensiamo al profumo di Rosa o di Lavanda), rappresenta una energia vibrazionale particolare in grado di interagire con le vibrazioni specifiche del nostro corpo influenzandole e modificandole. Nel 1880  un aromaterapeuta francese, Charles Piesse, pubblicò un’opera dal titolo: “L’arte della profumeria”; nella quale esponeva la sua teoria sulle caratteristiche vibrazionali delle varie fragranze (profumi od odori).

Nota Alta: vibrazione veloce, profumi freschi e dinamici, molto volatili (es. essenze agrumate, ecc.).

Nota Media: vibrazione ampia, profumi sensuali ed avvolgenti, dotati di volatilità media (es. essenze floreali, ecc.).

Nota Bassa: vibrazione profonda; profumi intensi, persistenti e poco volatili (es. resine e legni, ecc.).

 Questo è il campo di applicazione dell’aromaterapia sottile, affascinante disciplina basata sull’impiego delle proprietà informazionali contenute in prodotti aromatici vegetali (gli oli essenziali), con la finalità di ri-armonizzare  gli squilibri energetici dell’organismo umano e, con essi, gli stati psichici che ne derivano.

Nonostante siano state formulate diverse teorie circa il meccanismo di azione degli oli essenziali, la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che, al di là della loro azione strettamente biochimica, gli oli essenziali sono capaci di modificare il campo elettromagnetico dell’individuo ed hanno degli effetti di risonanza sul sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico). Succede dunque qualcosa anche sul piano energetico quando si utilizzano gli  oli essenziali, sia per via interna (aromatologia) che per via esterna (aromaterapia), perché essi sono una forza potente capace di equilibrare i vari livelli dell’uomo, da quello più denso a quello più sottile, psichico ed anche spirituale: il nostro corpo fisico-emotivo-mentale, quello spirituale ed i centri energetici connessi.

A livello strettamente fisico, l’aroma della pianta può aiutare il nostro corpo a reagire a fattori ambientali invasivi e molesti, perché la pianta stessa produce quel determinato profumo proprio per difendersi; pensiamo per esempio alla Lavanda contro le punture di insetto, stessa cosa si potrebbe dire della Citronella o della pianta di Geranio. A livello psichico invece un essenza che abbia la qualità di ristabilire l’energia, come il Bergamotto, potrebbe essere utile negli stati depressivi perché apporta gioia e luce, od uno che dia per esempio radicamento, come il Vetiver, per contrastare gli stati ansiosi ed il senso di smarrimento, od addirittura esser capace a stimolare la mente aumentandone lo stato di concentrazione come il Rosmarino.

A livello spirituale poi, possiamo utilizzare gli oli essenziali per ridurre aspetti indesiderati della nostra personalità e stimolare una più consapevole evoluzione interiore. Prendendo in considerazione gli oli essenziali delle spezie da seme per esempio, queste possono servire per sentirci più sicuri, per essere pronti ad affrontare i cambiamenti nella nostra vita o per cimentarci in esperienze nuove; quelli da resine come Mirra ed Incenso invece, per favorire la guarigione da ferite psichiche che faticano a  rimarginare, la Rosa per percepire che la vita è un’opportunità che non va sprecata anche nei momenti che ci appaiono più bui, oppure come il Cipresso che è capace di amplificare la nostra innata propensione alla spiritualità ancestrale.

 

 

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