Blog single

Una caratteristica tipica dell’olfatto è quella che il nervo olfattivo raggiunge subito il naso, stabilendo quindi un contatto diretto tra il cervello ed il mondo esterno. Inoltre le cellule nervose olfattive sono le uniche che con il tempo possono ricostruirsi se danneggiate. Da un punto di vista anatomico poi il naso è davvero come un’antenna che si protende verso il mondo per sondarlo, ed è collocato proprio al centro degli organi di senso, con sopra gli occhi, sotto la bocca ed a lato le orecchie. L’impulso nervoso di tipo olfattivo recepito dall’esterno raggiunge il cervello a livello del sistema limbico, che è sede delle nostre emozioni e delle nostre pulsioni sessuali, e quindi anche degli equilibri ormonali. Ma l’azione di odori e profumi sul cervello non si limita a questo; infatti l’aroma degli oli essenziali stimola anche l’ipotalamo, la parte più profonda dell’encefalo chiamata anche “il cervello del cervello”, con la possibilità di evocare memorie e ricordi (memoria olfattiva); e spesso la percezione di certi profumi e odori ha un forte potere evocativo di eventi del nostro passato che sono stati associati a quel dato odore.

 

“Nulla sveglia un ricordo quanto un odore…”.                 (V. Hugo)

 

Ma l’ipotalamo non assolve soltanto a questo particolare compito, esso controlla anche numerose funzioni del sistema nervoso autonomo; regola infatti il nostro metabolismo agendo su alcune funzioni del corpo come: il sonno, l’attività sessuale, la temperatura corporea, lo stimolo della fame e della sete, la digestione, il battito cardiaco, la respirazione, la percezione del dolore, ecc.

Da un punto di vista prettamente fisiologico la difficoltà maggiore sta nel comprendere come l’informazione olfattiva che arriva ai centri superiori del cervello venga decodificata affinchè ci mostri una rappresentazione interna del mondo esterno. Una delle ultime e più accreditate ricerche ci giunge dalla biologia molecolare. Sappiamo come nei mammiferi la percezione degli odori ha inizio nella parte posteriore del naso, nell’epitelio olfattivo ricco di cellule neuronali che trasmettono segnali dal sistema sensoriale, tra il mondo esterno ed il cervello. Dalla terminazione di ogni neurone si estendono a diretto contatto con l’aria delle narici dei sensori ciliati, mentre dall’altra estremità si diparte l’assone (fascio neuronale) che raggiunge il cervello. E’interessante notare che nell’epitelio olfattivo esistono cellule staminali neuronali capaci di generare nuovi neuroni olfattivi.

Quando viene inalato un odore le molecole di quest’ultimo si legano a proteine specializzate, i recettori proteici che si trovano all’estremità delle cilia. Questo legame dà origine ad un segnale elettrico che viaggia lungo gli assoni fino al bulbo olfattivo che è localizzato nella parte frontale del cervello, nell’area retro nasale. Questo funziona da collegamento per l’elaborazione dell’informazione olfattiva, il bulbo collega infatti l’epitelio nasale con la corteccia olfattiva, che infine si proietta ai centri sensoriali corticali, dove vengono controllati pensieri e comportamenti. All’interno di questa complessa organizzazione esiste dunque una logica che il cervello utilizza per identificare l’odore od il profumo percepito, distinguerlo da altri ed elaborarlo infine, previa commutazione, in una risposta di tipo emotivo e/o comportamentale; ossia trasformare  il profumo di un delicato fiore o di un bel paesaggio, in un semplicissimo, vero e spontaneo sorriso.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top
Welcome

Organic products

Advertising is the way great brands get to be great brands prospectum sociis natoque.
Follow and socialize with us